Nel 1949 Aldo Muratori ed Ivano Biagetti, idearono il "Carnevale Maremmano" che dal 1950 al 1960 conobbe il suo massimo
splendore e nel quale esplose la comicità e l'ironia di quel personaggio che risponde al nome di Luigi Saragosa che, con la sua
capacità organizzativa, ha sempre partecipato a questa manifestazione diventandone il personaggio principale. Oggi giorno
questo personaggio è noto come “Gigi del Golfo”.
Dopo i tempi bui provocati dalla guerra, c'era la voglia di rinascere. I commercianti, per quest'iniziativa, donarono un pò di
denaro, in totale 140.000 lire che oggi giorno non sono niente, ma a quel tempo erano molti soldi! Grazie a loro e alla buona
volontà di Muratori e Biagetti si ebbe il carnevale! Il Carnevale era sentito e vissuto da tutti i residenti ricordando ancora oggi
la satira pungente, gli scherzi, le musiche, la poesia del momento, l'ironia e l'estro degli artisti della creta, colla e cartapesta.
I capannoni dove avveniva la costruzione, erano i luoghi principali di aggregazione nelle varie zone della città.
Zone dette Rioni per le quali erano stati creati gli appositi stemmi e bandiere. Da Ottobre a Marzo dopo il lavoro, si viveva nei
capannoni senza distinzione sociale, incuranti del freddo e della fatica. La città operaia. artigianale, intellettuale e turistica si
ritrovava ed esprimeva nella realizzazione carnevalesca tutto il suo "saper fare" la sua potenzialità, creatività e passione.
Durante il 1958/59 si vive un clima disfattista all’interno dei vari rioni, fino ad arrivare ai primi del 1960 dove scomparvero
interamente i carri rionali e da qui la fine di quel bellissimo sogno quale fu il Carnevale Maremmano.
Follonica rimase una ventina d’anni senza il carnevale. In questo periodo la città subisce una trasformazione impensabile fino
ad allora. Con l’arrivo delle fabbriche e con il progressivo aumento dell’economia turistica, ci fu un aumento della
popolazione residenziale. E in questo scenario di cambiamenti, nel 1979 il carnevale rifiorisce in riva al Golfo.
Si chiama da allora “Carnevale Follonichese”. È una manifestazione, quest’ultima, che nasce dall’intento dei tre ideatori Moris
Montalti, Roberto Ticciati e Rino Magagnini di stimolare i follonichesi a riappropriarsi della cultura materiale della costruzione
e delle proprie tradizioni.
“Il Golfo” (periodico di informazione) e Radio Diffusione Follonica, appoggiarono l’iniziativa che riprendeva l’edizione del
Carnevale Maremmano degli anni 50.
Con il cambiamento della città cambia anche una certa fisionomia del carnevale.
I Rioni sono aumentati, inizialmente fino a sette. Ai veterani “Centro”, “Zona Nuova”, ”Senzuno” e “Chiesa”, si sono aggiunti
“167-Campi alti al mare”, ”Cassarello” e “Capannino-San Luigi”.
Si è avuto successivamente la scomparsa del
“Senzuno” e l’apparizione di “Pratoranieri” e “Palazzi”. Si è passati via via dalla costruzione dei carri nei capannoni presso
l’area EX ILVA a quella nei capannoni presso la Zona Industriale in attesa della prevista cittadella del carnevale.
E' rimasta la rivalità rionale e l’autofinanziamento, con appositi incaricati che effettuano il giro delle famiglie e degli operatori
commerciali del Rione per ottenere fondi.
Gli artigiani costruttori, gli artisti modellatori, i “carristi” dell’edizione del 1950 hanno fatto in tempo a trasmettere “l’arte
carnevalesca” ai giovani i quali hanno potuto, in qualche caso, anche diplomarsi all’istituto artistico.
Febbraio 2007 di Elisa Premoli |
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